L’abc del Bio… I Cereali

Dopo aver esaminato il perché è preferibile scegliere un’alimentazione BIO, andiamo alla scoperta di quei prodotti naturali che con le loro caratteristiche possono aiutare il nostro organismo e consentirci un regime di vita più sano. Iniziamo dai Cereali, fonte primaria da cui l’uomo ha sempre attinto, nel corso dei secoli, per ottenere polente, minestre, pane e paste da cuocere. Infatti il termine Cereali deriva proprio da Ceres (Cèrere),  la  dea romana delle mèssi e dei campi ed è un termine usato per riferirsi ad alcuni prodotti agricoli di interesse alimentare.

Il FARRO

FARRO

Il farro rappresenta il più antico tipo di frumento coltivato. Originario del Medioriente, divenne l’alimento base di tutti i popoli di quelle regioni, tra cui anche assiri ed egizi.  Assunse grande valore spirituale per i romani che lo utilizzavano durante cerimonie religiose come dono propiziatorio agli Dei e durante il rituale del matrimonio, nel quale la sposa offriva al futuro marito un dolce o pane fatto con farina di farro per poi consumarlo insieme.

Farro è il nome comune con cui sono chiamati i frumenti vestiti e viene usato per tre differenti specie: il farro piccolo (monococco), il farro medio (dicocco) e il farro grande (spelta).

Il più antico e pregiato è il farro piccolo che presenta una quantità di glutine minore rispetto alle altre tipologie ma ha un rendimento alimentare più basso in quanto ogni spiga porta con sè soltanto una singola cariosside e questo fa sì che la sua coltivazione sia molto rara e con costi di lavorazione molto alti.

Il farro, pianta erbacea della famiglia delle graminacee, è caratterizzato dalla capacità di resistere alle basse temperature e di crescere bene anche in terreni poveri, viene coltivato in tutto il continente e, dopo un periodo di disuso, viene oggi nuovamente consumato specialmente grazie alla scoperta delle sue proprietà. Le coltivazioni maggiori si trovano in Toscana, dove viene molto impiegato in zuppe o minestre.

Risulta essere  più digeribile del grano, sia duro che tenero, ed il suo consumo  allo stato integrale, è un ottimo alleato contro i problemi dell’ apparato digerente. Essendo ricco di fibre e povero di grassi, è consigliato nelle diete dimagranti in quanto sazia e non fa ingrassare.

L’ORZO

ORZO

L’orzo è un cereale, impiegato come alimento, ottenuto dalle cariossidi dell’Hordeum vulgare (Graminacee), utilizzate come tali oppure trasformate. L’Hordeum vulgare, da quanto ne sappiamo, era già coltivato in Medio Oriente nel VII millennio a.C. e poi fu diffuso in tutto il mondo, grazie ai commerci.

Questo cereale, oltre che per la granella d’alimentazione, impiegata per la produzione di farine,   viene coltivato come foraggio  per l’alimentazione degli animali da allevamento e, inoltre, previa tostatura, macinazione o liofilizzazione,  l’orzo è impiegato per preparare il caffè d’orzo. Trasformato in malto è impiegato come materia prima per la produzione della birra e nelle distillerie la produzione di liquori ad alta gradazione alcolica.

Con circa il 10% del peso totale è in assoluto tra i cereali più ricchi di fibre e apporta grandi quantità di carboidrati. Ha bassi valori di grassi e contiene un maggior quantitativo proteico. Le sue maggiori proprietà benefiche sono dovute alla presenza di sali minerali, magnesio, fosforo, potassio, ferro, calcio e ad una discreta presenza di vitamine. Notevoli miglioramenti della funzionalità di organi e tessuti possono essere ricondotti alla sua assunzione. L’orzo infatti oltre alle proprietà terapeutiche come migliorare la digestione, ridurre i sintomi di colite, gastrite e ulcera, rinforzare il cuore, prevenire l’osteoporosi e tenere sotto controllo la glicemia unisce anche notevoli proprietà estetiche rendendo la pelle più elastica ed idratata, contrastando la caduta dei capelli, rinforzando le unghie ed aumentando il senso di sazietà aiutando così a mantenere il peso.

Proseguiamo il nostro cammino alla scoperta del mondo dei Cereali e facciamo la conoscenza con due cereali che, anche se non molto noti, non per questo, risultano essere meno importanti per la nostra alimentazione.

Il SORGO

Sorgo Soffiato

Il sorgo, o Sorghum vulgare, è una pianta erbacea annuale ed oggi, nell’economia agricola mondiale, è il quinto cereale per importanza, dopo riso, frumento, mais e orzo. Il suo aspetto è simile a quello del mais e può raggiungere un’altezza compresa tra uno e tre metri. Ha un fusto cilindrico, con foglie piatte e lunghe, che porta infiorescenze costituite da panicoli terminali di dimensioni e forma molto differenziate.

Il sorgo è un cereale molto resistente, ha la capacità di adattarsi a terreni marginali ed asciutti, in zone aride e colpite dalla siccità. L’unica cosa che richiede è il sole, per stimolare la fotosintesi e crescere al massimo delle sue possibilità. In latino, Surgo significa “alzarsi, rapidità di sviluppo”, per questo è stata una delle prime piante ad essere coltivata, sono stati infatti trovati reperti archeologici risalenti al 2.200 a.C.

Dal punto di vista nutrizionale il sorgo è molto ricco di fibra e carboidrati ed è utilizzato nella dieta per celiaci, in quanto privo di glutine. E’ altamente digeribile e facilmente assimilabile, contiene inoltre importanti sali minerali come potassio, ferro, calcio e vitamine B3 e E.

I prodotti a base di sorgo, utilizzati nell’alimentazione umana, sono principalmente sotto forma di farina, pasta, pane, melassa. Il sorgo può essere preparato utilizzando i chicchi integrali o le farine ottenute previa decorticazione. Se usato in sostituzione di pasta o risa, i tempi di cottura variano da 20 a 40 minuti, a seconda che il sorgo venga lasciato, o meno, in ammollo per circa due ore. Il sorgo soffiato si presta a numerose applicazioni, infatti, è ideale per la prima colazione, in aggiunta a bevande vegetali o yogurt vegetali, oppure per accompagnare minestre e zuppe, ma può essere in ottima base per la preparazione di dolci

L’AMARANTO

Amaranto

L’amaranto è uno dei più antichi cereali del’umanità. Originario del Centro America ha costituito un alimento fondamentale per gli Incas e Aztechi, che lo veneravano attribuendogli origini e poteri magici. La pianta dell’amaranto, dal tipico rosso cupo, viene coltivata anche a scopo ornamentale. La coltivazione è piuttosto complessa e di conseguenza il costo è elevato. Non essendo un cereale molto diffuso, difficilmente viene venduto nei supermercati, lo si può trovare nei negozi di alimentazione biologica o in quelli specializzati in sementi.

Grazie al rilevante valore biologico delle proteine contenute, si distingue dagli altri cereali, soprattutto per l’abbondanza della Lisina, un importante aminoacido che favorisce la formazione di anticorpi, ormoni della crescita ed enzimi, è inoltre necessaria allo sviluppo e alla fissazione del calcio nelle ossa. Ha un elevato apporto di microelementi come calcio, ferro e fosforo

L’amaranto è anche una buona fonte di fibre (fino al 15%). L’assenza di glutine lo rende adatto alla alimentazione di chi soffre di morbo celiaco, o ha problemi intestinali e ai bambini nel periodo dello svezzamento. E’ usato spesso come base per le pappe dei bambini o come ingrediente pregiato per minestroni di verdure. L’amaranto ha un sapore gradevole e dolce, simile a quello della nocciola. L’amaranto va bollito per 30 minuti (20 in pentola a pressione), in un quantitativo di acqua pari a 3 volte quello dei chicchi. Una volta bolliti i chicchi di amaranto tendono a formare una massa gelatinosa e per evitare questa aggregazione si può cucinare l’amaranto insieme ad altri cereali, per esempio il riso, nella misura del 15-20%, che ne migliora il sapore, la consistenza ed il valore nutritivo. I grani possono essere tostati in una padella antiaderente con un filo di olio, come i pop corn, oppure soffiati. Il chicco soffiato si può aggiungere allo yogurt o all’impasto dei biscotti.

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